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Ezio Tarantelli, l’economista inviso alle Br

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Luca aveva tredici anni compiuti da appena tre giorni, quando suo padre – docente di economia all’università La Sapienza di Roma, allievo prediletto del professor Federico Caffé – fu ucciso dal fuoco terrorista. Accadde nel marzo del 1985, il giorno 27, mercoledì. La lezione finì alle 11. «Terminato l’incontro con gli studenti, il professore passò dal suo ufficio, al sesto piano della facoltà di Economia e Commercio, prese la borsa, entrò nell’ascensore e scese fino al piano terra, per arrivare al parcheggio interno dove aveva lasciato la sua Citroen Cx rossa. C’era il sole. Tarantelli salì in macchina e prima ancora che accendesse il motore un ragazzo si avvicinò al finestrino di destra, sul lato del passeggero, e lo chiamò. “Professore, scusi…». (…) In quel momento tra le mani del ragazzo comparve una mitraglietta Skorpion, da cui partì una lunga raffica. Ezio Tarantelli fu crivellato da diciassette proiettili» scrive Giovanni Bianconi in Figli della notte.

 

Oggi il giornalista con Luca, oggi quarantaduenne, incontra 350 provenienti da Guidonia Montecelio e da Rieti al Teatro Flavio Vespasiano, dopo il saluto del Sindaco della città Simone Petrangeli e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Diego Di Paolo.