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“A Spasso con ABC”. A Rieti tra storia, tradizione, spiritualità, natura, sport

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È stata una giornata bellissima, quella di mercoledì 24 ottobre trascorsa a Rieti con il progetto A Spasso con ABC. E non solo meteorologicamente parlando, giornata calda e assolata come non mai, luce che ha messo in risalto tutte le sfumature del verde di cui la valle si pregia. Dopo l’introduzione e i saluti istituzionali di Giovanna Pugliese, Coordinamento Progetti Speciali della Regione Lazio, e di Lucia Di Cicco, Coordinamento Progetti ABC Zètema Progetto Cultura, i circa 100 ragazzi delle scuole superiori provenienti da Roma e dal Lazio hanno avuto così modo di fare la conoscenza con un territorio ricco di storia, natura, spiritualità, materie prime, e che è anche una fucina di campioni dell’atletica, accolti presso l’Atelier–Museo Archeologico di Rieti dall’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti, che in una vera e propria lezione li ha introdotti ai segreti delle Rieti medioevale e contemporanea e alle sue tante sfaccettature storiche e culturali.

Poi gli studenti hanno proseguito a piedi alla volta dello stadio Raul Guidobaldi dove ad attenderli c’è Andrew Curtis Howe, il lunghista e velocista italiano nato a Los Angeles 33 anni fa e che a Rieti vive e si allena con il gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare. Lo stadio dove Howe trascorre giornate intere ha una lunga tradizione e vanta un’ ampia stagione di successi e un ricco medagliere avendo sfornato tantissimi campioni grazie alla competenza e alla passione di un allenatore come Andrea Milardi, che è riuscito a trasmetterla ai suoi giovani allievi crescendo più di una generazione di atleti. Con grande disponibilità Howe s’è raccontato ai ragazzi, parlando dei suoi genitori, del proprio impegno sportivo, degli allenamenti, dei sacrifici, di cosa Rieti e quello stadio rappresentino nel campo dell’atletica mondiale. Applauditissimo, Howe s’è poi concesso ai ragazzi per autografi e selfie individuali e di gruppo.

La passeggiata è poi proseguita alla scoperta del fiume velino, acqua limpida e corrente veloce, uno dei più grandi bacini idrografici d’Europa che fanno di Rieti “una città d’acqua” e al modo di vedere il paesaggio, la natura, l’architettura con un “altro sguardo” attraverso il racconto, le indicazioni e il punto di vista del fotografo Rino Bianchi. Fino a conoscere Palazzo Potenziani, palazzo del XIII secolo, oggi sede della Fondazione Varrone ma un tempo sede del granaio dell’omonima famiglia. Qui, attraverso il racconto di Roberto Lorenzetti, Direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, gli studenti hanno avuto modo di apprendere la storia del Palazzo attraverso i secoli, hanno fatto la conoscenza del genetista Nazareno Strampelli, famoso per aver realizzato i granai “ad alta resa” che monopolizzarono la cerealicoltura nazionale ed incisero fortemente anche su quella mondiale. Da qui transitarono Papi, condottieri e soggiornarono regine e sovrani.

Dulcis in fundo, non poteva mancare la visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta e ala cripta di San Francesco, che fu il punto di partenza per la costruzione dei quattro santuari che si trovano lungo il Cammino del Santo, Greccio, La Foresta, Poggio Bustone, Fontecolombo. In questo luogo sotterraneo, gli studenti hanno ascoltato dalla viva voce dell’attore teatrale Loris De Luna (protagonista, tra le altre cose, della serie tv Gomorra e I bastardi di Pizzofalcone) la lettura del Cantino delle creature, composto da San Francesco nel 1226, il primo testo della Letteratura italiana, inno alla gioia, alla speranza, alla natura e al pacifismo, un testo che è anche l’indicazione di uno stile di vita (semplice, naturale, povera). Per assonanza, De Luna ha scelto per i ragazzi altre due letture: la prima, la Lettera che il capo indiano Seattle ha inviato al Presidente Nordamericano Franklin Pierce nel 1855, considerata ancor oggi come la più bella e la più profonda dichiarazione mai fatta sull’ambiente; la seconda, il Discorso sulla felicità pronunciato dal Presidente dell’Uruguay José Mujica al Summit di Rio de Janeiro +20 nell’anno 2000. Più o meno gli stessi concetti e punti di vista usati da San Francesco, otto secoli dopo… Un sottile trait d’union.

Studenti e loro insegnanti hanno molto apprezzato le letture e il doppio incontro con San Francesco, Seattle e Mujica attraverso la scelta fatta da Loris De Luna.

 

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