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A Roma il primo murale in Italia che raffigura un bacio tra due donne

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Un bacio tra due donne, semplice e spontaneo, scambiato senza paura e senza vergogna. È ciò che raffigura l’opera in pixel art realizzata dall’artista Krayon (all’anagrafe Arcadio Pinto) a Roma, sul muro della fermata metro Jonio (linea B) in via Scarpanto, per la Gay Help Line, contact center contro l’omotransfobia, con il sostegno dell’agenzia Zon Productions e del Municipio III di Roma Capitale. Un’opera eccezionale, non solo per la sua bellezza, ma anche perché si tratta del primo murale in Italia raffigurante un bacio tra due soggetti dello stesso sesso che è stato autorizzato da un’istituzione pubblica.

Accanto alle due donne che si baciano, compare il numero verde 800.713.713 della Gay Help Line, che ogni anno riceve 20.000 richieste d’aiuto e di supporto da parte, per lo più, di giovani tra i 13 e i 27 anni. Il murale, dunque, vuole sia promuovere l’inclusività e il rispetto di qualunque orientamento sessuale, sia ricordare alle persone che in quest’opera si identificano che non sono sole, specialmente quando si sentono poco capite e rispettate.

Offrire alla comunità un’opera di questo tipo non è stato semplice, come ha spiegato Pietro Turano, membro dello staff della Gay Help Line e attore noto e apprezzato per il ruolo di Filippo Sava all’interno della serie di successo “Skam Italia”. “Questo è un progetto nato molto tempo fa. La prima richiesta di autorizzazione del murale è stata fatta otto anni fa ai vari municipi di Roma e a Roma Capitale. Tutte le richieste che abbiamo fatto sono cadute nel dimenticatoio”, ha dichiarato Turano all’agenzia Dire. “Iniziative come queste – ha proseguito – sono fondamentali per la promozione di una cultura inclusiva, ma è importante che le istituzioni e le amministrazioni si impegnino concretamente ogni giorno nel supporto di progetti di contrasto alle discriminazioni, perché le associazioni non restino sole in questa battaglia faticosissima”.

A pochi passi dall’opera c’è il Parco delle Valli, in cui è stata affissa una targa in memoria di Paolo Seganti, a cui è dedicata la Gay Help Line. Seganti, nella notte tra il 10 e l’11 luglio 2005, è stato brutalmente ucciso all’interno del Parco per omofobia. L’arte non può cancellare il passato, ma può essere uno strumento con il quale colpire la coscienza delle persone per fare in modo che episodi del genere non si verifichino mai più.

 

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