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Montalto, racconto d’amore e di cinema

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Un’imperdibile racconto autobiografico, in occasione dei novant’anni di uno dei più grandi registi italiani.
“Sono passati sessant’anni ma il mio esordio nella regia con Tiro al Piccione non smette di essere un ricordo amaro. Il film era tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Giosa Rimanelli e venne presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1961. Il pubblico in sala accolse la pellicola con applausi calorosi e convinti ma il giorno dopo venne massacrata dalla critica dei giornali di destra e di sinistra, poco propensi ad apprezzare la storia di un ragazzo che si arruolava nell’esercito della Repubblica di Salò. Nel film era espresso con chiarezza un concetto semplice ma evidentemente fastidioso: il ragazzo voleva servire la sua Patria e, anche se con ritardo, si rendeva conto che la Patria non si trovava a Salò ma dalla parte opposta. Il fuoco veneziano, amico e nemico, contro Tiro al piccione fu spietato. E il piccione impallinato ero io”.

Iniziano così queste memorie autobiografiche di Giuliano Montaldo che ripercorrono un’intera vita e carriera al cui centro si ritrova un costante filo rosso: l’amore per Vera Pescarolo.

GIULIANO MONTALDO
UN GRANDE AMORE
Autobiografia
La Nave di Teseo – collana le Polene, pp. 192, 16 euro

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