ABCScuole

Il terrorismo raccontato ai ragazzi 2014-2015

195
CONDIVIDI

C’è un grande vuoto, quasi un buco nero, nelle conoscenze storiche delle giovani generazioni, i ragazzi nati negli anni Novanta. Riguarda la fine degli anni Sessanta, i Settanta e larga parte degli Ottanta. Con tutto quel che vi è accaduto. Anni burrascosi. Anni terribili. Un periodo tragico per il Paese, funestato dalle azioni dei gruppi terroristici, i cosiddetti “anni di piombo” per via della quantità di pallottole sparate e del numero delle vittime rimaste a terra. Anni cupi, anni vigliacchi. In cui l’Italia è precipitata negli abissi sotto i colpi di stragi, agguati, anni in cui le giovani generazioni si sono perse e poi ritrovate nel segno di nuove speranze.

Il terrorismo raccontato ai ragazzi, l’iniziativa promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con Roma Capitale, curata dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, si prefigge di ripercorrere sul filo della memoria le storie e le idee di quegli uomini messe a tacere con le armi. Un fuoco che ha bruciato e cambiato la storia stessa del nostro Paese. Così come la sua natura, le sue dinamiche sociali e politiche. Oltre a molti, troppi, destini personali.

Il progetto, rivolto alle scuole, rappresenta un tentativo di fornire risposte alle frequenti domande che gli adulti – genitori o insegnanti – si sentono rivolgere dai propri figli o allievi che di quegli anni sanno solo per sentito dire e, non sempre, in modo adeguato o corretto.

Il file rouge di questo ciclo d’incontri è dato da Figli della notte, il bel libro scritto da Giovanni Bianconi, giornalista, inviato del Corriere della Sera, profondo conoscitore delle “questioni giudiziarie” che hanno agitato l’Italia repubblicana negli ultimi cinquant’anni. Figli della notte (Baldini & Castoldi editore) racconta uno spaccato della storia d’Italia, a partire da un punto di vista inedito: quello di chi in quegli anni ha perso un padre, un figlio, un fratello o un amico nei tanti e diversi attentati che hanno segnato più di un ventennio di violenza politica tra il 1969 e il 1988. Dall’imprenditore agrario deceduto nella “strage delle stragi” – 12 dicembre 1969, piazza Fontana – al magistrato garantista attivo sul fronte della lotta all’eversione; dall’operaio comunista assassinato dalle Br alla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 fino a quella della scorta di Aldo Moro in via Fani.

Come è nello stile delle iniziative curate dal Progetto ABC, gli incontri s’avvalgono della testimonianza di famigliari e protagonisti, scelti per la loro specifica attività di ricerca e ricostruzione, storica, umana, sentimentale, cinematografica e in genere di memoria.

GLI APPUNTAMENTI

L’omicidio Moro e il “caso” del suo autista, Domenico Ricci. Giovanni Bianconi con Gianni Ricci, figlio di Domenico assassinato in via Fani la mattina del 16 marzo 1978.

Guido Galli, il magistrato garantista che non piaceva a Prima linea. Giovanni Bianconi con Giuseppe Galli, che a tredici anni pianse e disse addio al suo papà.

La strage di Bologna. Quel sabato che sconvolse l’Italia. Giovanni Bianconi con Gian Carlo Calidori e Anna Di Vittorio sull’attentato più grave dal quale non sono emerse tutte le verità.

Giovanni Arnoldi e la strage di piazza Fontana: quando tutto ebbe inizio. Giovanni Bianconi con Carlo Arnoldi, figlio dell’imprenditore agrario ucciso nel 1969 nell’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano.

Una tragedia operaia. 24 gennaio 1979, le Bierre uccidono Guido Rossa. Giovanni Bianconi con Sabina Rossa, figlia del sindacalista del Pci che aveva denunciato la presenza di terroristi in fabbrica.

Foto di copertina: Ragazza e i carabinieri, ©Tano D’Amico

CONDIVIDI