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Palermo chiama Italia: il Lazio c’è

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A 25 anni delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, domani 23 maggio la Regione Lazio assieme al Teatro Ambra Jovinelli promuove due iniziative che segnano, proprio nella giornata della memoria, il proprio impegno contro tutte le mafie.

L’iniziativa è parte integrante della programmazione nazionale, coordinata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Senato della Repubblica.

Nel corso del primo incontro – ore 9.30 presso il Teatro Ambra Jovinelli – “Palermo chiama Italia, il Lazio c’è“, insieme al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al Presidente dell’osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità Gianpiero Cioffredi, saranno presenti il Procuratore Capo della Repubblica, Giuseppe Pignatone e il Procuratore Aggiunto e coordinatore della DDA di Roma Michele Prestipino, intervistati dal coordinatore del laboratorio Antimafia dell’Università La Sapienza, Francesco Forgione.

Protagonisti dell’evento serale, sempre al Teatro Ambra Jovinelli alle ore 21.00 e rivolto maggiormente ai più giovani, saranno la musica, le parole e le immagini dello spettacolo “Uomini Soli“. A lavorare insieme uno dei più importanti giornalisti antimafia, Attilio Bolzoni, e uno dei più grandi violoncellisti e compositore di provata fama internazionale, Giovanni Sollima e i musicisti della Giovanni Sollima Band (Gabriele Bellu: violino, Matteo Amadasi: viola, Valeriano Taddeo: violoncello, Giovanni Caruso: percussioni, Riccardo Scilipoti: tastiere, Luigi Sollima: flauto e Marco Amico: chitarra elettrica). Le parole scelte da Bolzoni attraverso una drammaturgia messa a punto dalla regista Cecilia Ligorio, le musiche Sollima e le immagini e filmati di Igor Renzetti che verranno selezionati dal gruppo, contribuiranno a creare una forte emozione nel pubblico che verrà ad assistere a questa commemorazione nel XXV Anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio.

“Abbiamo deciso di organizzare due eventi che coinvolgeranno i protagonisti delle lotta della mafia e i giovani per lavorare insieme alla costruzione di una cultura della legalità e favorire un impegno civile delle nuove generazioni – ha dichiarato Zingaretti – Perché non vogliamo delegare ad altri la lotta contro la mafia. Tutti possiamo fare qualcosa: il Lazio c’è”.