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giovedì, dicembre 14, 2017
Progetti Palazzo Incontro

Quel che resta dell’Italia. Limes presenta il nuovo numero della rivista

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Si svolge giovedì 20 novembre alle ore 17.30 a Palazzo Incontro (Via dei Prefetti, 22) la presentazione del nuovo numero della rivista italiana di geopolitica Limes con il Direttore Lucio Caracciolo, lo scrittore Antonio Pennacchi e Arianna Montanari, docente di Sociologia dei Fenomeni politici alla Sapienza Università di Roma.

L’incontro, organizzato dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura della Regione Lazio, apre il ciclo di iniziative rivolte all’approfondimento dei temi geopolitici che, di volta in volta, Limes tratta nelle sue monografie. Il volume di cui si parla a Palazzo Incontro è dedicato alla crisi politica, istituzionale e morale – oltre che economica – in cui versa il nostro Paese e la cui natura appare ormai strutturale.

Quel che resta dell’Italia si apre con una lunga intervista al Romano Prodi, in cui l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea analizza gli errori compiuti nel processo di costruzione della moneta unica, evidenziando le ragioni dell’attuale isolamento italiano in Europa.

La prima parte, Noi nel mondo senza ormeggi, ripercorre la progressiva perdita dei tradizionali riferimenti della politica estera italiana e sottolinea il conseguente smarrimento strategico del Paese nell’incapacità di creare nuove alleanze altrettanto solide. Da segnalare, tra gli altri, gli articoli di Dario Fabbri (Amiamo tanto l’America da non accorgerci che le siamo indifferenti), Heribert Dieter (Quale Italia vuole la Germania) e Rosario Aitala (Le cause del male, le sfide del rilancio), oltre a un’intervista al sottosegretario Marco Minniti (Dalla Libia allo Stato Islamico, la storia ci presenta il conto).

L’ampia seconda parte, Il cavallo non beve, le mafie sì, si sofferma sul crescente ruolo delle organizzazioni criminali, la cui infiltrazione nel tessuto economico, istituzionale e sociale italiano ha superato il livello di guardia, minando così le chance di riscatto del Paese. Seguono poi contributi di Brunello Rosa e Raffaele Cantone (Per crescere serve abbattere la corruzione), Isaia Sales (La mafia come metodo e modello), Luciano Brancaccio (Paese che vai, clan che trovi) e Simona Melorio (Politici e imprenditori: radiografia della camorra casalese).

La terza e ultima parte, Italia e Svizzera: una barriera alpina? si concentra sul rapporto con la vicina Confederazione elvetica, al momento caratterizzato da gravi difficoltà, ma anche da notevoli opportunità di sviluppo. In questa sede si evidenziano i saggi di Remigio Ratti (2016: la rivoluzione di Alptransit), Mauro Guerra (Non più spalloni: il futuro delle banche ticinesi è nei servizi) e Alberto De Sanctis (E il Ticino disse: non passa lo straniero!).

Nella sezione Storie di Limes, un articolo di Antonio Pennacchi (Ajmone Finestra e il piano regolatore di Latina” e un racconto storico di Roberto Festorazzi (Il Duce non deve morire!).

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