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Mario Amato, un giudice lasciato solo

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Il giudice Mario Amato era un magistrato che indagava sui gruppi neofascisti da anni. Sapeva tutto o quasi. Forse gli mancavano ancora alcuni piccoli tasselli per ricostruire l’intero quadro dell’eversione della destra insurrezionale, che dalla strage di Piazza Fontana del 1969 a Milano ha mietuto tante vittime innocenti. E forse era vicino alla verità, se un commando terrorista dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, la mattina del 23 giugno 1980 decide di ucciderlo mentre aspetta l’autobus alla fermata per recarsi al tribunale. Oggi se ne rievoca la figura con il figlio Sergio, che un po’ le orme del padre ha seguito, intervistato dal giornalista Giovanni Bianconi, che ha raccolto dieci storie di vittime nel bel libro Figli della notte pubblicato da Baldini&Castoldi. C’è anche il Sindaco Sandro Bartolomeo che porta il saluto e la convinta adesione dell’Amministrazione comunale all’iniziativa del Progetto Abc e della Regione Lazio.