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Patrimoni Unesco, Italia in testa con 59 siti

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Salgono a 58 i siti italiani Patrimonio dell’Unesco. Durante la 44/a sessione del Comitato del patrimonio mondiale svoltasi online da Fuzhou (Cina) dopo il riconoscimento avvenuto sabato scorso per Padova Urbs Picta e Montecatini è stata ratificata anche l’entrata, tra i siti patrimonio dell’umanità, dei siti fiorentini di: L’Abbazia di San Miniato, la Chiesa di San Salvatore al Monte, le Rampe, il Piazzale Michelangelo, il Giardino delle Rose e quello dell’Iris. Questi siti si aggiungono al centro storico di Firenzeè inserito nella lista dei patrimoni fin dal 1982, uno dei primi in Italia. Ma non basta. Entrano  tra i patrimoni anche oltre 8.000 ettari di foreste italiane dei parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino. Infine, ma non da meno, un importante riconoscimento per Bologna che esulta, per i 62 km di portici, 42 dei quali nell’area del centro storico, riconosciuti dall’Unesco come un unicum non solo e non tanto dal punto di vista storico architettonico, ma anche come  esempio di spazio privato ad uso pubblico che definisce l’identità urbana della città di Bologna, contribuendo al senso del luogo e alle dinamiche sociali.

 “Ancora una bella giornata per il patrimonio culturale nazionale: con l’iscrizione dei Portici di Bologna nella lista del patrimonio mondiale, dopo quella avvenuta sabato per Padova Urbs Picta e Montecatini grande città termale europea, sono tre i nuovi siti italiani riconosciuti dall’Unesco nel 2021. Si tratta di un risultato straordinario, frutto di una intensa e costante azione di diplomazia culturale e della stretta collaborazione tra Governo, enti locali e associazioni. Una bella notizia alla vigilia del G20 Cultura che l’Italia si appresta ad ospitare per la prima volta”. Ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini

“Una giornata storica”, per il sindaco Dario Nardella che per primo, insieme a Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, aveva annunciato la volontà di chiedere l’inclusione di questa porzione di città all’interno del ‘cuore’ del patrimonio di rilevanza mondiale. “Abbiamo dimostrato lo straordinario valore di quest’area della città – ha aggiunto il sindaco -. San Miniato e tutta la zona della riva sinistra dell’Arno, la splendida veduta dal piazzale, i giardini, le rampe recentemente restaurate e riportate all’originaria bellezza, saranno da oggi annoverate tra le meraviglie del mondo al pari del centro storico cittadino. L’assessore alla cultura di Palazzo Vecchio Tommaso Sacchi ha parlato di “grande gioia per Firenze”. 

Per Bologna ha esultato l ’arcivescovo Matteo Zuppi che fin dal suo arrivo in città ha sempre sottolineato la portata simbolica ed evocativa dei portici: “è la città che si fa casa e la casa che si fa città”, ha detto il cardinale, esprimendo la sua gioia per il riconoscimento dell’Unesco. I portici tengono insieme il sentimento religioso e quello laico: accompagnano l’ascesa al santuario della Madonna di San Luca e sono da sempre luogo d’incontro, di riparo e di protezione per chiunque li cerchi. Soddisfazione anche per il sindaco Virginio Merola, che con questo riconoscimento conclude di fatto i suoi dieci anni di mandato. “Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento”, assicura.

L’Italia è così il Paese al mondo con più patrimoni dell’umanità, ben 59. Il 26 luglio gli affreschi del Trecento di Padova (nella foto) e Montecatini Terme hanno portato a 57 i siti Unesco nel nostro Paese. Il 28 luglio altre due nuove entrate: i portici di Bologna e 8.000 ettari di foreste italiane all’interno della candidatura transnazionale “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. La Cina è seconda a quota 56, terza la Germania a 50. La prima scelta italiana dell’Unesco risale al 1979: le incisioni rupestri della Val Camonica. Nel 1980 è stato il turno dell’Ultima Cena di Leonardo, che si trova nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano.

Ecco quali sono i primi Paesi:

CINA (56) – Di poco staccata dall’Italia, la Cina resta al secondo posto con le rovine archeologiche della città di Liangzhu (nella foto), che sono diventate patrimonio Unesco nel 2019 e  Quanzhou: emporio del mondo nella Cina Song-Yuan entrato a far parte della lista nel 2021. L’iconica Grande Muraglia cinese è il primo sito della Cina scelto dall’ente per l’Educazione, la Scienza e la Cultura delle Nazioni Unite. L’inserimento nella lista risale al 1989

GERMANIA (50) – L’altura di Matilde (nella foto), a Darmstadt, luogo in cui vissero e produssero le loro opere diversi artisti, è stato appena inserito nella lista dell’Unesco. La Germania figura anche nella candidatura collettiva delle Grandi città termali d’Europa con Baden-Baden, Bad Kissingen, Bad Ems, Bad Homburg vor der Hohe, Wiesbaden e Bad Pyrmont. Nuovi ingressi del 2021 anche le Frontiere dell’Impero romano – Limes della Germania inferiore e i siti SchUM di Spira, Worms e Magonza. La Cattedrale di Acquisgrana, nel 1978, è stato il primo monumento tedesco a diventare Patrimonio dell’umanità.

SPAGNA (49) – Terza la Spagna, che nel 2021 ha visto aggiungersi alla lista uno dei luoghi più suggestivi di Madrid: il sito Paeso del Prado e Buen Retiro, un paesaggio di arti e scienze. Alhambra, Generalife e Albayzin, a Granada, sono stati tra i primi siti spagnoli a essere riconosciuti dall’Unesco nel 1984.

FRANCIA (49) – Il Faro di Cordouan, che si trova alla foce della Gironda, in località Biarritz, è stato appena aggiunto alla lista transalpina dei siti Unesco. Dal 2021 fanno parte del Patrimonio dell’umanità anche Vichy, fra le Grandi città termali d’Europa, Nizza, città di villeggiatura invernale della Riviera. Tra i primi beni monumentali e culturali francesi selezionati dall’Unesco l’incantevole Mont Saint-Michel e la sua baia.

INDIA (40) – La città di Jaipur (nella foto), nel Rajasthan, è stata scelta dall’Unesco nel 2019. Nel 2021, si sono aggiunti alla lista i siti indiani di: Tempio kakatiya di Rudreshwara (Ramappa), Telangana e Dholavira: una città harappana. Nel 1983, insieme al Forte Rosso di Agra, alle Grotte di Ajanta e al complesso di Ellora, l’Unesco ha inserito nella propria lista uno dei luoghi simbolo dell’India, il Taj Mahal.

MESSICO (35) – La valle di Tehuacan-Cuicatlan, habitat originale della Mesoamerica, è l’ultimo luogo messicano Unesco. Fa parte della lista dal 2018. Nel 1987, tra i primi siti Unesco messicani sono stati scelti il Centro Storico di Città del Messico, la città preispanica e il parco nazionale di Palenque, il centro storico di Oaxaca e il sito archeologico del Monte Alban, il centro storico di Puebla. Nel 1988 è toccato al complesso Maya di Chichen Itza.

REGNO UNITO (33) – Tra le Grandi città termali d’Europa finite il 23 luglio 2021 nella lista Unesco, c’è anche la britannica Bath (nella foto), nel Somerset. Nel 2021 un’altra new entry è il Paesaggio dell’ardesia del Galles nordoccidentale. Nel 1986 la lista Unesco del Regno Unito ha visto tra i primi luoghi iscritti Stonehenge, Avebury e siti associati

RUSSIA (30) – Le chiese della scuola d’architettura di Pskov (nella foto) sono presenti nella lista Unesco, dal 2019. Nel 2021 sono stati inseriti i Petroglifi del lago Onega e del mar Bianco. Il Cremlino e la Piazza Rossa di Mosca, ma anche il centro storico di San Pietroburgo sono stati i primi luoghi della Russia a essere inseriti nella lista Unesco, nel 1990.

IRAN (26) – Le Foreste ircane (nella foto) sono in lista dal 2019. Nel 2021 hanno rimpolpato il “catalogo” la ferrovia Trans-iraniana e il paesaggio culturale di Hawraman/Uramanat. L’Iran figura nella lista sin dal 1979, quando l’Unesco ha inserito Persepoli.

GIAPPONE (25) – Nel 2019 nella lista Unesco è stato inserito il gruppo di kofun di Mozu-Furuichi (nella foto): si tratta di tumuli funerari del Giappone antico. Nel 2021 si sono aggiunti altri due luoghi: un gruppo di isole fra cui Amami Oshima, Tokunoshima, la parte settentrionale di Okinawa e Iriomote; i siti preistorici Jomon nel Giappone settentrionale. I primi beni giapponesi Unesco sono stati “individuati” nel 1983, tra cui i monumenti buddhisti nella regione di Horyu-ji

USA (24) – Le opere architettoniche del XX secolo di Frank Lloyd Wright, tra cui il Guggenheim Museum di New York, sono l’ultima opera americana col sigillo Unesco (2019). Dopo il parco nazionale di Yellowstone e il parco nazionale di Mesa Verde, selezionati dall’Unesco nel 1978, alla lista statunitense del Patrimonio dell’umanità si è aggiunto il Grand Canyon, nel 1979.

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