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Il Bene e il Male. Moravia Calvino Sciascia 2014-2015

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L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.  (Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

Il Bene e il Male. L’inferno e il paradiso. Moravia, Calvino, Sciascia. Cos’è la letteratura se non uno straordinario mezzo di conoscenza, anche, degli aspetti più profondi dell’animo umano? Storie, personaggi, dimensione fantastica e realtà, annotazioni e risvolti psicologici mettono a disposizione un sentiero di parole che serve agli autori e ai lettori per interrogare la vita da vicino, dove il Male e il Bene, ancorché trionfare l’uno sull’altro, intrecciano sempre le loro spire o depongono il proprio velo. Della narrazione letteraria sono un ingrediente essenziale, quasi il perno, un impasto inestricabile. Così come lo sono la comicità e la tragedia, la felicità e il dolore. Specie nelle vicende neorealistiche del “popolo romano” per come abbiamo imparato a conoscerle lo scorso anno insieme agli studenti attraverso i racconti di Moravia.

Uno scrittore, Alberto Moravia, che resta centrale proprio perché tiene aperta la domanda intorno a questi due opposti: Bene e Male nelle più diverse accezioni. I conformismi che hanno portato al Fascismo. I paradossi di vinti e vincitori. L’appartenenza ad una comunità e/o il desiderio di tradirla. Conoscere, diventare adulti e perdere l’innocenza. E’ l’ambivalenza che prende la mano in lotta perenne per il sopravvento dell’uno o dell’altro elemento.

Per fare un passo il là o più avanti in questo percorso che tenta di restituire alla letteratura anche la sua funzione di formidabile strumento di conoscenza delle umane contraddizioni, il Progetto ha individuato tre libri e tre autori che si reputano fondamentali, lontani tra loro ma anche protagonisti dello stesso contesto culturale, che li ha portati a confrontarsi, scontrarsi o collaborare: Moravia, Calvino, Sciascia. Scrittori che con la loro prolifica produzione letteraria, e con il loro ruolo pubblico ci hanno lasciato un patrimonio insostituibile per capire da dove veniamo. Tra le loro tante opere di rilievo, tre libri fanno da pietre miliari, piantati in tre momenti diversi del cammino nazionale, ma con una forza che li avvicina agli archetipi e ai miti fuori da ogni tempo: Agostino (1945), Il Visconte dimezzato (1952, primo capitolo della “Trilogia degli antenati”), Il giorno della civetta (1961, primo romanzo sulla mafia). Libri che, se messi a confronto con le diverse motivazioni e strategie letterarie dei loro autori, ci parlano di una rappresentazione complessa del Bene e del Male, che passa anche attraverso i meccanismi del diventare adulti, della piena realizzazione dell’individuo, della lotta per la legalità.

Agostino di Moravia è il rapporto di un bambino con la madre, al mare, in vacanza, ma anche la scoperta del sesso e l’impatto con il mondo moderno; con Il Visconte dimezzato Calvino si prefiggeva soprattutto di scrivere una storia divertente “per divertire me stesso e, possibilmente, per divertire gli altri” con in testa l’immagine dell’uomo contemporaneo “dimezzato”; Sciascia, con Il giorno della civetta voleva sottolineare il disinteressamento e l’esplicita negazione del fenomeno della Mafia da parte del Governo, conoscere un Sistema mentre lo faceva conoscere agli italiani.

Il racconto di questi tre brevi romanzi sarà affidato a scrittori di una nuova generazione, che potrebbero essere i figli di Moravia, Calvino e Sciascia, mettendoli apertamente a confronto con le domande degli studenti, che a loro volta potrebbero essere un po’ i loro fratelli più piccoli, quasi i figli. In questo modo si intende avvicinare e rendere familiare “il gioco della letteratura”, cioè scatenare il cortocircuito tra vita e rappresentazione, esperienza quotidiana e riflessione, divertimento e impegno.

GLI APPUNTAMENTI

Novembre 2014 – Roma. Presentazione del Progetto presso la sede della Regione Lazio con tutti gli insegnanti delle scuole che hanno aderito.

Dicembre 2014 / Gennaio 2015 – Roma. Formazione dei docenti per approfondire i tre autori, i tre testi scelti e i loro contenuti in relazione al tema di fondo: la complessa rappresentazione del Bene e del Male.

Dicembre 2014 / Aprile 2015 – Luoghi della Regione. Lettura e analisi dei testi e degli Autori scelti. Iniziative nella regione con la partecipazione di scrittori e personalità del mondo della cultura sul tema il Bene e il Male e sulla sua trattazione.

Visite della Casa di Moravia e altri luoghi legati allo scrittore con eventi collegati.

Maggio 2015 – Roma. Evento conclusivo con la presentazione dei lavori degli studenti e premiazione dei migliori contributi realizzati dai ragazzi.

Nella foto, Italo Calvino e Alberto Moravia durante una conferenza alla Libreria Einaudi/ © Archivio Storico Luce

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