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“Visioni di Gusto” a Formia e Ventotene. Parla il regista Ferzan Özpetek 

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“La convivialità è qualcosa che mi ha segnato fin da piccolo: tavole enormi dove si riuniva tutta la famiglia e gli amici di famiglia. Il pasto è una tappa fondamentale della giornata e un’occasione per raccontarsi, confrontarsi, mantenere o rivelare segreti, fare domande e dare risposte, passare del tempo insieme. E per capire le persone”. È quel che ci ha detto il regista Ferzan Özpetek, protagonista della due giorni di Formia e Ventotene (venerdì 17 e sabato 18) dedicata a Visioni di gusto, ovvero la tavola quale protagonista del cinema italiano e delle sue scene, promosso dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura con la Regione Lazio e la Roma Lazio Film Commission, ideatrice e curatrice la giornalista e critica cinematografica Laura Delli Colli. Approdato al suo secondo romanzo, dopo Rosso Istanbul, in Sei la mia vita (edito da pochi mesi da Mondadori) Ozpetek, narrando una struggente storia d’amore, svela anche i retroscena dei suoi film. Il regista rivela con sguardo irresistibile, lieve e toccante al tempo stesso, un mondo sospeso tra lacrime e risate, fiction e realtà. Un mondo che pare fatto della stessa materia dei suoi film e che, pagina dopo pagina, ci incanta e ci colpisce. Proprio come la vita.  “A tavola – prosegue in questo nostro colloquio il regista – sono nate anche idee per i miei film, e spesso nei miei film i momenti passati a tavola sono cruciali, un esempio tra tutti Mine Vaganti. Ma anche Le Fate Ignoranti, Saturno Contro, Allacciate le cinture… No, penso che non posso lasciarne fuori nessuno!” ha poi concluso.